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Dettaglio
31-7-2010
RASSEGNA STAMPA
ROMA - In fuga dagli stadi. Dopo aver abdicato nel modo peggiore al Mondiale, l'Italia registra un crollo del numero degli abbonamenti. Se si eccettua l'Inter, campione d'Europa e d'Italia, e il Bari, tutte le altre squadre sono alle prese con un'emorragia di tifosi: ne mancano, rispetto ad un anno fa di questi tempi, almeno 40 mila all'appello. Uno su cinque, in media, non ha rinnovato la tessera. Il caso più eclatante riguarda la Lazio: appena 1.600 abbonati (l'80% in meno rispetto al 30 luglio 2009), cifra misera anche per un club di serie C. La Juventus segna una riduzione del 22,5%. Se il disamore si può capire, dopo la stagione scorsa dei bianconeri, nel caso della Roma, protagonista invece di un campionato comunque esaltante, il deficit del 30% è più eclatante. La Fiorentina piange un crollo addirittura del 45%, mentre il Milan, che la crisi l'aveva avvertita dodici mesi in anticipo con un dimezzamento dei fedelissimi nel 2009, conferma la tendenza negativa: 15.000 sottoscrizioni, il 14% in meno.

Il mondiale in Sudafrica ha contribuito a deprimere gli appassionati, ma sono altri elementi ad influire maggiormente: la crisi economica, naturalmente, ma anche un calciomercato che certo non accende entusiasmi in nessuna tifoseria. Anzi. Le magre campagne acquisti di questi mesi non invogliano al sacrificio economico: se risparmia il presidente, figuriamoci il tifoso. Maltrattato per tutto l'anno e di nuovo blandito e corteggiato quando si tratta di metter mano al portafoglio, chiedendo un atto di fede cieca. Le leggi anti-violenza sono un altro deterrente, sia per il pubblico "normale" che per quello militante. Sempre più i disagi. Alle code domenicali ai tornelli, alle gradinate inospitali e ai servizi scadenti, si aggiunge ora anche la tessera del tifoso. Meglio vedere la partita in tv, che oltre tutto si può acquistare a prezzi sempre inferiori: i pacchetti alle pay tv sono più convenienti, rispetto al passato.

La tessera del tifoso, obbligatoria per sottoscrivere abbonamenti e acquistare biglietti di settore ospiti, ha incontrato la dura opposizione di gran parte del mondo ultras. Sono 13 le curve di serie A che hanno scelto per protesta di non abbonarsi, ritenendo la tessera una forma di schedatura, una limitazione alla libertà. A Roma rimarrà deserta mezza Curva Sud, cuore del tifo giallorosso, se il trend verrà confermato. A Napoli - dove gli abbonamenti non sono ancora in vendita - il dissenso dovrebbe spopolare entrambe le curve del San Paolo. Gruppi divisi a Firenze e Palermo, contrari ma tesserati a Verona. La tifoseria dell'Inter è l'unica ad aderire per convinzione, anche se il record di sottoscrizioni è del Milan: oltre 210.000 in un anno.

La media spettatori sulle tribune italiani (25.192 nella scorsa stagione), nonostante una crescita del 17% negli ultimi 5 anni, sembra così destinata a rimanere al di sotto di quella dei grandi paesi calcistici europei: Germania (42.490) e Inghilterra (34.088) sono lontanissime, la Spagna (27.654) resta avanti e la vittoria mondiale la terrà al riparo da rimonte. Campionati che pure godono di una copertura televisiva simile alla nostra e di leggi ancor più repressive per le tifoserie. Quindi sarebbe forse il caso di interrogarsi una volta di più - anziché nascondersi dietro al paravento della tv - sulla qualità dello spettacolo che le società allestiscono e sulla vivibilità dei luoghi in cui, si fa per dire, goderselo. (31 luglio 2010)

FONTE: Repubblica.it

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Roma, 30 lug. - (Adnkronos) - "Nonostante il protocollo presentato oggi dal ministro Maroni la tessera del tifoso si sta rivelando un flop clamoroso che convince sempre meno opinione pubblica, tifoserie, societa' di calcio. Se il problema e' contrastare, come riteniamo doveroso, la violenza negli stadi, si applichi con tempestivita' e rigore le norme che ci sono responsabilizzando anche tutte le componenti del calcio tifoserie comprese, ma si ammetta una volta per tutte che la tessera del tifoso e' inutile a risolvere il problema''. Lo afferma Paolo Cento, della segreteria nazionale di Sinistra ecologia e liberta', presidente del Roma club Montecitorio.

''La realta' e' che con un semplice atto amministrativo si introduce una discriminante tra cittadini, si mettono a rischio diritti individuali e si avvia una commercializzazione ulteriore della passione sportiva -afferma- un vero e proprio bancomat obbligatorio che dispensa pochi vantaggi e toglie diritti ai non possessori di questa tessera del tifoso. Il ministro Maroni sospenda questa iniziativa e riapra un confronto con tutte le componenti del mondo del calcio e porti la questione in una discussione libera e trasparente in Parlamento".

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La tessera del tifoso «non è obbligatoria nè esiste per legge: è solo una iniziativa commerciale della Lega Calcio imposta dal ministro sotto la minaccia di far giocare a porte chiuse le partite». È quanto affermano il segretario dei Radicali Mario Staderini e il senatore Marco Perduca,

sottolineando che «gli effetti che questa 'fidelizzazione' sortirà, saranno la diserzione del programma di decine di migliaia di persone, che però vorranno andar comunque allo stadio, rendendo ancor piu difficile la gestione dell'ordine pubblico e la devoluzione di compiti pubblici al privato. Tv a pagamento e i violenti ringraziano».



«Non sappiamo a chi si rivolgesse il Ministro Maroni quando ha lamentato che sulla tessera del tifoso son state dette parole di troppo - dicono Staderini e Perduca - è certo che nessuno al Viminale s'è degnato di rispondere alle interrogazioni parlamentari che abbiamo presentato dal settembre scorso. Nè tantomeno si capisce quali siano le stupidaggini che hanno circondato la fantomatica tessera, perchè se c'è una cosa certa, e molto seria, è la totale assenza di un quadro normativo circa questa presunta 'fidelizzazionè». «Se l'intenzione di questa iniziativa è quella di estirpare la violenza dagli stadi privilegiando il tifo 'buonò - concludono i Radicali - non si capisce come possano contribuire Fs e Autogrill nè tantomeno si capisce come un qualcosa di totalmente incerto e affidato a ordinanze prefettizie possa esser considerata una risposta strutturale ai problemi del tifo violento che nessuno nega esistere»

FONTE: Radicali.it

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